Configurazioni disponibili

Soluzioni "su misura"

Tutte le nostre soluzioni possono essere studiate "su misura" per il cliente utilizzando una tecnologia consolidata. In base alle vostre esigenze di potenza e di livello di ridondanza Hitec Power Protection può elaborare una soluzione in linea con le richieste specifiche.

Le configurazioni standard disponibili sono:

D-UPS con uscita singola

Tutti i componenti (macchina sincrona, giunto a induzione, motore diesel, induttanza) sono dimensionati per garantire ai carichi critici una alimentazione senza interruzioni e disturbi.

D-UPS Dual Output

In caso di mancanza rete il D-UPS protegge il carico critico. Non appena il motore diesel si è avviato e ha stabilizzato il carico critico il sistema alimenta anche i carichi non critici chiudendo l’interruttore Q6. Con questa configurazione in pratica non si aggiungono costi ne spazio addizionale. 

Sistemi in media tensione

I sistemi in MT permettono di proteggere carichi sempre maggiori usando varie unità singole. Esistono due soluzioni e precisamente moduli in BT con il trasformatore elevatore o moduli direttamente in MT. Gli interruttori e le induttanze in entrambe le soluzioni sono in MT. 

Configurazioni in parallelo, con e senza ridondanza

Per potenze superiori a quelle di una unità singola possiamo offrire sistemi in parallelo. Nel caso in cui si richieda una ridondanza (normalmente N+1) alle unità richieste per alimentare il carico se ne aggiunge una per un’ulteriore protezione. Il numero massimo di unità in parallelo è limitato dalla corrente totale in uscita e/o dalla corrente di cortocircuito.

Configurazione Master Slave

Questa configurazione è ideale quando ci sono due gruppi di utenze critiche senza un punto comune di connessione. Il sistema di controllo mantiene sincronizzati i due D-UPS permettendo la chiusura dell’interruttore Q13 in ogni momento, in caso di guasto o manutenzione, garantendo la continuità dell’alimentazione dei carichi critici. Non esiste alcun punto comune di guasto.

Configurazione cross link

Nella configurazione parallelo tutto il carico critico è collegato a unica barra di uscita. Nel caso in cui ci sono due carichi critici separati e indipendenti, si può usare la connessione cross link (Q29). Come nel sistema in parallelo la ridondanza è N+1 rispetto al numero totale di unità, ma in condizioni di funzionamento normale il sistema si comporta come due sistemi indipendenti in parallelo. La ridondanza è suddivisa tra i due sistemi e in caso uno dei due venga sovraccaricato, con la chiusura dell’interruttore Q29 si suddivide il surplus di potenza disponibile nei due sistemi. Nel caso in cui Q29 sia chiuso e si abbia un guasto su una delle due sbarre, il danno sarà limitato solo a questa barra. Con l’apertura di Q29 l’altro sistema verrà isolato. La ridondanza è suddivisa solo per i carichi critici in quanto i carichi non critici non hanno il collegamento cross link. Il cross link elimina virtualmente il punto singolo di guasto delle sbarre. Le limitazioni del sistema sono uguali a quelle del parallelo. Il cross link può essere utilizzato sia nelle versioni con uscita singola che in quelle dual output 

Configurazione in ridondanza isolata

Normalmente questa configurazione viene utilizzata quando si richieda una ridondanza, che viene creata sulla base di unità singole, che alimentano i propri carichi. Nella configurazione N+1 il sistema ha una unità come backup che normalmente funziona senza carico. In caso che unità si guasti o che venga messa fuori servizio, il carico critico viene automaticamente trasferito all’unità ridondante (chiudendo Q3A) invece che il bypass. Inoltre il carico non critico può essere connesso all’unità ridondante utilizzando la potenza D-UPS disponibile. In caso di manutenzione o guasto di una unità, il carico non critico viene passato sotto rete e il carico critico continuerà a essere protetto. Tutti gli interruttori in questa configurazione devono essere dimensionati in base alla corrente nominale di ciascuna unità. Questa configurazione può essere usata per potenze molto più elevate, se confrontata con la configurazione in parallelo ridondante.

Configurazione in ridondanza distribuita

La configurazione a ridondanza distribuita può essere utilizzata per sistemi che normalmente hanno una ridondanza N+1. In questo caso quindi non viene assegnata la ridondanza a un singolo modulo, ma questa viene divisa proporzionalmente tra i singoli moduli. In caso di guasto di un singolo modulo il suo carico viene distribuito proporzionalmente sulle altre unità. Il trasferimento del carico viene effettuato utilizzando interruttori (ATS). I vantaggi di questa configurazione sono quelli di eliminare punti singoli di guasto e di ripartire in maniera uguale il carico tra le varie unità

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